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DA
ALGHERO ALL'ARGENTIERA
Carte:carta
dell'Istituto Idrografico
della Marina scala 1:100.000
Mediterraneo Occidentale-Sardegna
"da Capo Caccia a
Castelsardo e Isola Asinara".
Lunghezza del percorso:
22 miglia (solo andata).
Imbarco e sbarco: se,
per timidezza, vi mancasse
la sufficiente disinvoltura
per imbarcarvi in porto,
trafficando con i vostri
kayak, fagotti e fagottini
sul lungomare della città
catalana guardato dalla
Torre del Sulis, non mancano,
poco più a nord, sulla
comoda sabbia dello stagno
di Calich chances di imbarchi
meno plateali. Dal giorno
prima un' auto, naturalmente
priva di autista, aspetterà
per voi nella notte popolata
di fantasmi del villaggio
minerario abbandonato
dell'Argentiera. Campeggio:
campeggi organizzati sono
presenti ad Alghero, uno
dei quali sulle sponde
dello stagno di Calich
da cui prende il nome,
ed a Torre del Porticciolo,
21 chilometri più a nord
della cittadina nostra
base di partenza. Precauzioni:
tutto si riduce nell'azzeccare
il periodo dell'anno adatto:
piena estate o "Secche
di Gennaio" e nell'
affrontare la lunga pagaiata
potendo ricorrere a quel
surplus di risorse psicofisiche
patrimonio del canoista
allenato stante la lunghezza
dell'escursione.
IL
LAGO OMODEO
Carte:I.G.M.
carta d'Italia alla scala
1:25.000 foglio n. 0206
quadrante Il orientamento
5 E. Busachi, foglio n.
0206 quadrante Il orientamento
N.E. Ghilarza, foglio
n. 0207 quadrante III
orientamento N.O. Salto
di Loche-le. Lunghezza
del percorso: 32 km (andata
e ritorno). Imbarco e
sbarco: S.S.131 fino a
Paulilatino quindi si
attraversa il paese seguendo
i cartelli che indicano
la diga. Giunti alla diga
dopo aver lasciato sulla
sinistra la strada per
la località di Santa Chiara
si prosegue per Tadasùni
e Ghilarza. Su questa
strada che costeggia il
lago, a meno di 100 metri
dalla diga, sulla destra,
si imbocca una ripida
discesa non asfaltata
che porta alla riva del
lago; qui si possono lasciare
le auto e ci si può imbarcare,
lo sbarco avverrà nello
stesso punto. Campeggio:
le sponde della parte
superiore del lago sono
pianeggianti e si prestano
maggiormente di quelle
a sud del ponte di Tadasuni
al campeggio libero. Campeggi
organizzati sono presenti
ad Arborea in località
S'Ena Arrubia ed in agro
di Narbolia nella grande
pineta di is Arenas. Prccauzioni:
poligono militare in riva
all'altezza del paese
di Bidoni; situato in
corrispondenza di un boschetto
di eucaliptus è particolarmente
evidente sulla sponda
brulla: passati sotto
il ponte di Tadasuni,
puntare decisamente a
sinistra verso il paese
di Soddì e lo sbocco nel
lago del rio Siddo.
IL
LAGO DI GUSANA
Carte:I.G.M.
carta d'italia alla scala
1:25.000 foglio n. 0207
quadrante Il orientamento
N.O. Fonni, foglio n.
0207 quadrante III orientamento
N.E. Gavoi. Lunghezza
del percorso: lì km (giro
del lago). Imbarco e sbarco:
percorrendo la S.S. 128,
10 km circa dopo il paese
di Ovodda appare il lago:
la strada lo contorna
e dopo il ponte sul rio
Aratu è possibile imbarcarsi
in diverse spiaggette
della riva orientale.
La prima la incontriamo
sulla piccola penisola
che divide lo sbocco del
rio Aratu dal lago vero
e proprio. Alto sugli
alberi della penisola
troviamo l'edificio dell'Hotel
Taloro, una strada bianca
al di sotto dell'albergo
conduce alla spiaggia
che utilizzeremo per imbarco
e sbarco; le auto possono
essere lasciare nei paraggi
sotto i lecci. Campeggio:
possibilità di attendarsi
in riva al lago massimamente
sulla sponda orientale.
Gli epicurei possono alloggiare
negli alberghi della zona
gustandone l'ottima cucina.
Precauzioni: piccolo bacino
privo di difficoltà. D'
inverno la possibile presenza
della neve accentua la
sensazione di Grande Nord.
DALLA
CAPITANERIA DI S. ANTIOCO
A COA 'E QUADDUS
Carte:
carta dell'Istituto Idrografico
della Marina scala 1:100.000
Mediterraneo Occidentale-Sardegna
"da Capo Spartivento
all' Isola San Pietro".
Lunghezza del percorso:
5 miglia (solo andata).
Imbarco e sbarco:
ci si imbarca di fronte
al bicromo edificio della
Capitaneria di Sant'Antioco
descritta nell'itinerario
che si sviluppa lungo
il golfo di Palmàs dopo
aver lasciato l'auto del
recupero sulla strada
asfaltata che conduce
alla spiaggia di Coa 'e
Quaddus sulla costa est
dell'isola peraltro segnalata
da evidenti cartelli.
Campeggio: campeggi
sono situati sull'isola
stessa e sulla costa prospiciente
in località Porto Pino.
Precauzioni: passeggiata
spensierata di circa 2
ore di cui un buon tratto
si fa a ridosso di una
bassa falesia calcarea
che protegge dal nordico
maestrale. Come la maggior
parte delle coste sarde
a notevole afflusso turistico,
d'estate, si è molestafi
olfattivamente ed acusticamente
dal viavai dei gommoni
e degli altri natanfi
più recenti dei nostri
kayak vecchi di 4.000
anni.
DA
FONTAMARE ALLA TORRE DI
PORTOSCUSO
Carte:carta
dell'Istituto Idrografico
della Marina scala 1:100.000
Mediterraneo Occidentale-Sardegna
"da Capo Spartivento
all'isola San Pietro".
Lunghezza del percorso:
14 miglia (andata e ritorno).
Imbarco e sbarco: viaggiando
sulla statale che da Cagliari
porta ad Iglesias si lasciano
sulla destra il grosso
centro e la miniera di
Monteponi e si prende,
alcuni km dopo a destra,
la deviazione per Fontanamare,
sterminato arenile noto
ai praticanti del surf
con canoa e con tavola
per le onde che forma
il maestrale quando il
mare "sente"
i bassi fondali poco lontani
del bagnasciuga. Campeggio:
ricchezza di luoghi ideali
per piazzare la tenda
per una notte; per campeggi
più lunghi ci si può indirizzare
ai camping di Sant'Antioco
e Porto Pino. Precauzioni:
il maestrale che spazza
il Mar di Sardegna arriva
liberamente su questa
costa creando frangenti
che impensieriscono anche
i kayakisti provetti;
si consiglia di compiere
l'itinerario d'estate
dopo aver consultato i
bollettini metereologici;
può accadere, persino
nel mese di luglio, che
in una giornata incantata
una nebbia fitta ovatti
il vociare dei bagnanti
sulla spiaggia e veli
di grigio tutti gli oggetti
mentre il mare lungo culla
le canoe.
DA
BUGGERRU A MASUA
Carte:carta
dell'istituto Idrografico
della Marina scala 1:100.000
Mediterraneo Occidentale-Sardegna
"dall'isola San Pietro
a Capo San Marco".
Lunghezza del percorso:
li miglia (andata
e ritorno). Imbarco
e sbarco: seguiamo
la S.S. 130 fino ad Iglesias
che attraversiamo quindi
si prosegue per Fluminimaggiore.
Superato quest'ultimo
paese, a circa km I, sulla
sinistra, troviamo la
deviazione per Buggerru.
Ci si imbarca nel porto
dove si trova un ottimo
scivolo. Le auto si possono
lasciare nell' area del
porto stesso. Campeggio:
possiamo utilizzare
i campeggi organizzati
di Sant'Antioco e Porto
Pino. Precauzioni:
fatta eccezione per
l'insenatura di Cala Domestica,
la costa è una falesia
calcarea ininterrotta
ed inutilizzabile per
sbarchi di fortuna. Si
consiglia l'itinerario
a canoisti esperti muniti
di pagaie di scorta e
padroni dell'eschimo.
D'estate la zona è dominata
dal maestrale, d'inverso
si possono presentare
venti improvvisi da sud
anche quando ci si imbarca
a Buggerru con calma piatta.
In caso di vento, pagaiare
lontano dalla scogliera
ai piedi della quale raffiche
imprevedibili, provenienti
da rilievi e valli, possono
sbilanciarvi o strapparvi
la pagaia.
DA
MARINA DI ARBUS A PUNTA
S'ASCHIVONI
Carte:carta dell'istituto
Idrografico della Marina
scala 1:100.000 Mediterraneo
Occidentale-Sardegna "dall'isola
San Pietro a Capo San
Marco". Lunghezza
del percorso: 15 miglia
(andata e ritorno).
Imbarco e sbarco:
dal grosso paese montano
di Arbus si prende la
strada che conduce a Montevecchio,
borgo minerario in estinzione.
Qui pervenuti, seguiamo
la direzione per Marina
di Arbus ed attraversiamo
un affascinante e deserto
da uomini entroterra dove
la macchia bassa e le
desolate cime fanno da
degna premessa ad una
pagaiata fuori dall'ordinario.
Giunti in località Gutturu
Flumini (cartello indicatore)
ci si può imbarcare sfruttando
le basse piattaforme ricoperte
d'alghe ovvero la rara
sabbia per un imbarco
"en phoque"
ovvero a mò di foca.
Campeggio: un campeggio
organizzato è presente
ad Arborea; per i patiti
della tenda dove capita
spiagge di oceaniche dimensioni.
Precauzioni: raccomandiamo
il rinvio della pagaiata
a giorni più sereni se
il maestrale comincia
a diventare prepotente;
consigliamo solo agli
stomaci forti la visione
degli scempi edilizi di
Torre dei Corsari e Pistis.
LA LAGUNA DI CABRAS
Carte:I.G.M.
carta d'Italia alla scala
1:25.000 foglio n. 0217
quadrante IV orientamento
N.O. Cabras. Lunghezza
del percorso: 21 km (andata
e ritorno). Imbarco
e sbarco: S.S. 131
fino a Santa Giusta ad
Oristano che attraversiamo;
superata la cittadina
incontriamo quindi, a
sinistra, la deviazione
per Cabras: davanti a
noi il santuario secentesco
della Madonna del Rimedio.
Nell'esteso abitato di
Cabras seguiamo i cartelli
per Tharros ed, all' uscità
del paese, appare la riva
meridionale dello stagno.
Prima che la strada si
allontani dall' acqua
siavista la torre detta
del poflo preceduta da
alcune case semi diroccate.
Raggiungiamo tritinite
una strada bianca molto
breve i ruderi alla base
dei quali parcheggiamo
le auto e ci imbarchiamo.
Campeggio: campeggi organizzati
ad Arborea e Narbolia.
Per i campeggiatori delle
rive notti contese alle
zanzare. Precauzioni:
nessun pericolo strettamente
collegato alle caratterisuche
geografiche o climatiche
dello specchio d'acqua;
si raccomanda comunque
di prestare aflenzione
alle attrezzature da pesca
disseminate nella laguna.
Le stagioni più indicate
per la visita sono la
primavera o meglio ancora
l'inverno dal momento
che in questa stagione
sono presenti in gran
quantità specie ornitiche
migratrici, rare e multicolori
e soprattutto sono assenti
le fameliche ed impudenti
zanzare che sono sicuramente
le più fasfidiose di tutta
la Sardegna.
LA LAGUNA DI SANTA GILLA
Carte:I.G.M.
Carta d'italia alla scala
1 : 25.000 foglio n. 0234
quadrante IV orientamento
8.0. Capoterra, foglio
n. 0234 quadrante IV orientamento
S.E. Cagliari, foglio
n. 0234 quadrante IV orientamento
N.O. Assemini. Lunghezza
del percorso: 17 miglia
(andata e ritorno). Imbarco
e sbarco: ci si imbarca
nel porto di Cagliari
di fronte alla Società
Canottieri Ichnusa in
Calata dei Trinitari non
distanti dal nuovo molo
di levante e si sbarca
nel medesimo luogo: qui
è presente un pontile
galleggiante per gli imbarchi
degli atleti che servirà
anche noi. Campeggio:
campeggi organizzati a
Santa Margherita, Pula
e Capitana. Sconsigliabile
piazzare i sacchi a pelo
tra i containers del porto!
Precauzioni: si
raccomanda di attraversare
velocemente, sfiorando
i moli, lo spazio portuale
a scanso di "tete
a tete" con rimorchiatori
dall' alta prua che non
vi noterebbero mentre
veloci ed indifferenti
fendono l'acqua torbida.
Nella parte settentrionale
della laguna sono presenti
banchi di lattuga marina
nell'acqua bassa che invitano
a pagaiarci sopra ma le
alghe, avvilupandosi alle
vostre pagaie, potrebbero
sbilaciarvi: meglio limitarsi
a contemplarli. Nella
laguna non è affatto straordinario
incappare in sabbie mobili
per cui saggiate con la
pagaia i terreni che vi
accingete a calpestare.
IL
FIUME COGHINAS
Carte:I.G.M.
carta d'Italia alla scala
1:25.000 foglio n. 0181
quadrante IV orientamento
S.0. Bortigiadas, foglio
n. 0181 quadrante III
orientamento N.O. Coghinas.
Lunghezza del percorso:
9km . Imbarco e sbarco:
dal ponte della strada
Ploaghe-Tempio si scorge
un nastro d'asfalto, non
largo, che costeggia la
riva sinistra del fiume;
lo raggiungiamo tramite
una deviazione sulla destra
all' inizio del ponte;
percorriamo la strada
che diventa sterrata e
cogliamo l'occasione per
osservare un mortale sbarramento
artificiale quindi passiamo
attraverso un cancello
e poi un'altro, più rustico,
sempre in vista del fiume
fino a che una spiaggia
di sabbia e ciottoli bianchi
che occupa un meandro
ci invità a fermarci;
dal bastione granitico
che la sovrasta, percorso
nelle viscere da unà condotta
forzata, l'acqua sgorga
potente rinsanguando il
fiume che a monte è costituito
da pozze d'acqua stagnante
a malapena comunicanti.
Possiamo lasciare l'auto
qui ed il ritorno lo potremo
compiere a piedi, appena
un'ora a passo tranquillo,
unendo all'esercizio delle
braccia quello degli arti
inferiori. Campeggio:
libero tra le mandrie
di bovini nelle vaste
radure delle sponde. Precauzioni:
unici pericoli in
questo largo fiume d'acqua
sono il terrificante scivolo
artificiale a metà discesa
e, poco sotto, un ponticello
con la base sifonata che
nessun canoista sano di
mente si azzarderebbe
ad affrontare.
IL FIUME TEMO
Carte:I.G.M.
carta d'italia alla scala
1:25.000 foglio n. 0206
quadrante IV orientamento
N.O. Bosa. Lunghezza del
percorso: 8 ha".
Imbarco e sbarco:
percorriamo in auto la
sterrata che da Bosa costeggia
la riva destra del fiume
fino alla diga di Monte
Crispu. Le canoe verranno
portate in spalla per
un provvidenziale ma scomodo
sentiero che, poco prima
di giungere alla diga,
si stacca dalla sterrata
principale per discendere
alla riva sassosa dove
ci si imbarca agevolmente
L'auto del recupero la
si lascia di fronte a
Sas Conzas (le antiche
concerie) sulla riva sirùstra
appena superato il primo
ponte cittadino che incontreremo
nella discesa. Campeggio:
campeggi organizzati
ad Algheio e Narbolia.
Possibilità di attendarsi
nei pascoli alberafi che
digradano verso il fiume.
Precauzioni: in
dipendenza della portata
del fiume, nel terzo superiore,
un pomicello in cemento
armato può avere scoperti
i tubi di calibro notevole
che ne traforano la base
e che diventano infidi
sifoni. Il livello dell'acqua
non altissimo può, inoltre,
far affiorare in diversi
tratti della discesa i
basamenti di cemento di
ponti che non hanno più
la copertra, portata via
dalle piene; li superiamo
con la pagaia parallela
allo scafo scivolando
tra i piloni.
DA
CAGLIARI A NORA
Carte:carta dell'Istituto
Idrografico della Marina
scala 1:100.000 Mare Tirreno-Sardegna
"da Capo Carbonara
a Capo Spartivento".
Lunghezza del percorso:
16 miglia (solo andata).
Imbarco e sbarco:
l'imbarco si effettua
nel porto di Cagliari
dal comodo pontile galleggiante
della Canottieri Ichnusa
a cui si accenna anche
in un altro itinerario.
Si sbarca sulla spiaggia
situata ad oriente rispetto
alla penisola che accoglie
le rovine della città
punica di Nora. Una macchina
lasciata in precedenza
o degli amici pazienti
ed amanti del mare ci
attenderanno alla fine
della nostra fatica. Campeggio:
campeggi organizzati a
Teulada, Chia, Pula e
Santa Margherita. Precauzioni:
itinerario consigliato
ai più preparati fisicamente
per la lunghezza. A poche
decine di metri dalla
riva di Villa d'Orri alcuni
bassi fondi creano imprevisti
frangenti anche se il
mare è piatto come l'olio.
Nel costeggiare gli stabilimenti
industriali di Sarroch
si raccomanda di affrettare
la pagaiata al fine di
evitare spiacevoli discussioni
riguardo la vostra presenza
in quei paraggi.
DAL
PORTO DI CAGLIARI A MARINA
PICCOLA
Carte:carta dell'Istituto
Idrografico della Marina
scala 1:100.000 Mare Tirreno-Sardegna
"da Capo Carbonara
a Capo Spartivento".
Lunghezza del percorso:
10 miglia (andata e ritorno).
Imbarco e sbarco: ci si
imbarca dal pontile galleggiante
della Società Canottieri
Ichnusa dentro il porto
di Cagliari in Calata
dei Trinitari, pontile
che peraltro utilizziamo
per altre escursioni a
partenza da Cagliari descritte
nella guida. Le auto si
lasciano nei parcheggi
antistanti i locali della
società. Campeggio: ci
si può servire del campeggio
di Capitana sulla litoranea
per Villasimius. I cagliaritani,
naturalmente, ben si guardano
dal considerare Capo Sant'Elia
sito adatto ad attendarsi
ai fini di evitare imbarazzanti
incontri con le coppiette
che ne prendono possesso
all'imbrunire o peggio
con la fauna che qualche
volta le accompagna. Precauzioni:
variata escursione in
una piccola wilderness
intra moenia; pagaiata
domenicale di tutto riposto,
godibilissima; attenzione
alle maestralate invernali
che creano onde riflesse
ed il cosiddetto, con
termine inglese, "confused
sea" (mare confuso)
lungo il versante portuale
del molo di levante. Ai
pagaiatori inesperti,
ancora pavidi ed emotivi,
prospettare la possibilità
di un incontro con i vivaci
delfini che spesso nuotano
nel porto o poco fuori
da esso di modo che non
li confondano con squali
bianchi in cerca di carne
in scatola.
IL
GOLFO DI PALMAS
Carte:carta
dell'Istituto Idrografico
della Marina scala 1:100.000
Mediterraneo Occidentale-Sardegna
"da Capo Spartivento
all'Isola San Pietro".
Lunghezza del percorso:
11 miglia (solo andata).
Imbarco e sbarco: viaggiando
sulla strada che corre
sull'istmo di Sant' Antioco
e costeggia le vaste saline
annesse allo stagno di
Santa Caterina si scorge,
prima del porto della
cittadina, sulla sinistra,
un edificio turrito bianco
e nero: la Capitaneria.
Di fronte alla Capitaneria
si diparte dalla strada
principale una stradina
secondaria che separa
a meridione lo stagno
dal mare: qui ogni punto
è buono per l'imbarco.
Avremo avuto l'accortezza
di lasciare un'auto a
Porto Pino. Campeggio:
zona inadatta al campeggio
libero. Si possono utilizzare
i campeggi a Sant' Antioco
nella località dall'igienico
nome di Cala Sapone ed
a Porto Pino. Precauzioni:
attenti al maestrale che,
rinforzando troppo, potrebbe
trasformare una Wagneriana
cavalcata col mare in
poppa in un disperato
tentativo di acchiappare
una spiaggia prima di
lasciarsi alle spalle
Capo Teulada e la Sardegna.
S.
ANTIOCO: DALLO SCOGLIO
MANGIABARCHE A CANNAI
Carte:carta
dell'Istituto Idrografico
della Marina scala 1:100.000
Mediterraneo Occidentale-Sardegna
"da Capo Spartivento
all' Isola San Pietro".
Lunghezza del percorso:
10,5 miglia (solo andata).
Imbarco e sbarco: partiti
da Calasetta, all'estremità
settentrionale di Sant'
Antioco, si percorre la
strada che discende lungo
la costa occidentale;
a tre chilometri dal centro
abitato essa incontra
una spiaggia chiusa a
meridione da una piccola
penisola. Dirimpetto alla
penisola affiora lo Scoglio
Mangiabarche con il suo
faro. Ci si imbarca dall'arenile
dopo aver lasciato l'auto
del recupero allo spiaggione
di Torre Cannai. Campeggio:
campeggio organizzati
sono presenti a Sant'Antioco
e Porto Pino. I più spartani
troveranno difficoltà
a campeggiare sotto la
falesia. Precauzioni:
venti invernali improvvisi
da sud talvolta sconsigliano
la prosecuzione del viaggio;
si suggerisce quindi di
volgere la prua a nord
e sfruttare il vento per
l'andatura di surf prima
che rinforzi troppo mentre
si discende la costa.
Il maestrale, in genere,
non costituisce un grosso
impedimento per canoisti
con buona padronanza dell'imbarcazione.
IL
LAGO DEL COGHINAS
Carte:I.G.M.
carta d'Italia alla scala
1:25.000 foglio n. 0181
quadrante III orientamento
N.O. Coghinas, foglio
n. 0181 quadrante III
orientamento N.E. Berchidda,
foglio n. 0181 quadrante
III orientamento S.O.
Tula. Lunghezza del percorso:
15 km (solo andata). Imbarco
e sbarco: si segue la
5.5. 131 fino alla deviazione
per Oschiri; si percorre
la cosiddetta "strada
delle cattedrali"
che porta ad Oschiri sfiorando
i capolavori del Romanico
in Sardegna per giungere
alla diramazione che conduce
a Tula che si prende a
sinistra. Si attraversa
il piccolo paese e 5 km
dopo, sulla destra, si
incontra dopo un ponte,
una strada bianca in ottime
condizioni che porta al
centro velico affacciato
in riva al lago. La strada
peggiora fino ad essere
percorribile in un solo
senso; quando siamo in
vista della diga, cerchiamo
di piazzare le auto su
qualche slargo della sconnessa
circumlacule. Se il livello
dell'acqua consente la
pagaiata fino al ponte
della strada per Thla,
presso la cantoniera Bulvaris,
si può lasciare fl un'auto
per evitare di percorrere
il lago a ritroso fino
alla diga. Campeggio:
possibilità infinite di
campeggio libero nelle
radure che si aprono nella
superba sughereta che
riveste pressoché totalmente
le sponde del bacino.
Precauzioni: nessun problema
per i canoisti di ogni
livello tenendo conto
che il maestrale frequente
in queste regioni, nel
tragitto descritto sospinge
verso il sito di sbarco.
IL
LAGO DEL MEDIO FLUMENDOSA
Carte:I.G.M. carta d'Italia
alla scala 1:25.000 foglio
n. 0218 quadrante Il orientamento
N.O. Sadali, foglio n.
0218 quadrante Il orientamento
S.O. Nurri, foglio n.
0226 quadrante I orientamento
N.O. Lago di Mulargia.
Lunghezza del percorso:
30 km (andata e ritorno).
Imbarco e sbarco: seguiamo
la S.S.128 fino alla cantoniera
di Santa Lucia nei t'ressi
del paese di Serri, qui
si abbandona la 5.5. 128
per la diramazione che
porta in Ogliastra passando
per Seui; si percorre
quest'ultima fino al ponte
del Flumendosa che si
trova sotto il paese di
Villanova Tulo. Dopo il
ponte, alcune stradine
in terra battuta si staccano
a destra dell'asfalto
e recano in riva al lago.
Infinite possibilità di
parcheggio e di imbarco.
Campeggio: gli amanti
della tenda sui prati
all'inglese saranno piacevolmente
sorpresi; attenzione piuttosto
al concime naturale del
manto erboso prodotto
dalle pecore ed ubiquitario.
Precauzioni: come in tutti
i bacini artificiali sardi
le ampie variazioni del
livello dell'acqua, particolarniente
negli anni di siccità,
possono vanificare il
vostro desiderio di percorrere
il Flumendosa con i kayak
marini. L'escursione può
diventare molto impegnativa
in presenza di vento tenendo
conto che le rive per
oltre i due terzi inferiori
sono scoscese ed inadatte
agli sbarchi.
IL
LAGO MULARGIA
Carte:I.6.M.
carta d'Italia alla scala
1:25.000 foglio n. 0226
quadrante I orientamento
N.O. Lago Mulargia, foglio
n. 0226 quadrante IV orientamento
N.E. Mandas. Lunghezza
del percorso: 18 km (giro
del lago). Imbarco e sbarco:
S.S.131 fino a Monastir
dove si prende per Senorbì
che si attraversa, si
prosegue per Suelli e
qui si gira a destra per
Sisini e Siurgus Donigala;
percorrendo la strada
principale del paese di
Siurgus Donigala a destra,
a metà circa del paese,
non indicata da cartelli
si trova una strada secondaria
asfaltata che conduce
allago. La strada si slarga,
nella parte terminale,
in una piazzuola ampia
dove si lasciano le maccbine
e da cui ci si imbarca;
lo sbarco dopo l'esplorazione
completa delle rive del
lago comodamente sarà
a pochi metri dalle auto.
Campeggio: le rive sono
poco adatte al campeggio
libero, si può essere
tentati dal piazzare le
tende su qualche isolotto
meno scosceso degli altri.
Campeggi organizzati si
trovano sulla costa orientale,
non lontanissima dal lago.
Precauzioni: nelle giornate
ventose si formano onde
discrete e la presenza
di raffiche forti ed imprevedibili
ne consigliano la navigazione
solo agli esperti. D'inverno
la nebbia che dura fino
a mattina inoltrata
DA
MARINA DI GAIRO A MELISENDA
Carte:carta
dell'Istituto Idrografico
della Marina scala 1:100.000
Mare Tirreno-Sardegna
"da Capo di Monte
Santu a Capo Carbonara".
Lunghezza del percorso:
8 miglia (andata e ritorno).
Imbarco e sbarco: si percorre
la S.S.125fino al bivio
per Cardedu dove si svolta
per proseguire a sud per
Marina di Gairo avendo
costantemente sulla destra
la mole vulcanica del
Monte Ferru di Tertenia
con le sue selvagge forre
boscose. Si giunge, dopo
numerose curve, al campeggio
di Coccorocci il cui inserimento
nell' ambiente naturale
è raro ed encomiabile.
Le auto si lasciano tra
gli alti cespugli di lentischio
ai lati della sterrata
che abbiamo appena percorso.
Ci imbarchiamo dalla spiaggia
del campeggio tutta costituita
da ciottoli levigati,
caso non frequente in
Sardegna. Nello stesso
punto sbarcheremo al rientro
da Melisenda. Campeggio:
al campeggio di Coccorrocci
si trova posto anche in
piena estate ed è aperto
tutto l'anno. Precauzioni:
itinerario breve e ridossato
dal maestrale, sconsigliabile
tuttavia durante le forti
maestralate invernali
per la presenza di potenti,
imprevedibili raffiche
che vengono giù dai valloni
del Monte Ferru.
DA
PORTO SANTORU A PORTO
CORALLO
Carte:carta dell'Istituto
Idrografico della Marina
scala 1:100.000 Mare Tirreno-Sardegna
"da Capo di Monte
Santu a Capo Carbonara".
Lunghezza del percorso:
12 miglia (solo andata).
Imbarco e sbarco: seguiamo
la S.S.125fino al paese
di Tertenia, primo paese
d'Ogliastra che si incontra
venendo da Cagliari; prendiamo
a destra, in vista del
paese, la panoramica deviazione
per Marina di Tertenia;
dopo lunghi tornanti la
strada si biforca: noi
scegliamo la direzione
destra per Porto Santoru.
Incontriamo alcune finte
case coloniche, leggi
villette, poi la sterrata
che stiamo percorrendo
rasenta, a sinistra, un
boschetto artificiale
di pini con eucalipti
in filari ai lati che
giunge in riva dove apprezzeremo
un provvidenziale scivolo
in cemento per l'imbarco.
L'auto del recupero ci
aspetterà nel recinto
portuale di Porto Corallo.
Campeggio: questo tratto
di costa orientale abbonda
di campeggi organizzati,
esiste solo l'imbarazzo
della scelta. Campeggi
sono presenti a Barisardo,
Marina di Gairo, Muravera
e Villaputzu. Precauzioni:
itinerario difeso dal
vento di nord-ovest da
colline e basse montagne.
Il maestrale può diventare
insidioso in corrispondenza
dell'ampio, aperto spiaggione
di Quirra. Qualche attenzione
va prestata ai numerosi
scogli affioranti prima
che le nostre beate meditazioni
si interrompano, all'improvviso,
per il cozzare della chiglia
sull'aspro granito appena
addolcito dalle fluttuanti
piante di padina pavonia
che gli stanno aggrappate.
DALLA
SPIAGGIA DEL RISO A PUNTA
MOLENTIS
Carte:carta
dell'Istituto Idrografico
della Marina scala 1:100.000
Mare Tirreno-Sardegna
"da Capo Carbonara
a Capo Spartivento".
Lunghezza del percorso:
12 miglia (andata e ritorno).
Imbarco e sbarco: seguiamo
la strada costiera per
Villasimius dove 1,5 km
prima del paese, sulla
destra, appare un cartello
che indica la direzione
per la Spiaggia del Riso
e l'omonimo camping; la
strada termina con una
piazzuola asfaltata che
sovrasta la spiaggia così
appellata dall'aspetto
dei grani di sabbia regolari
e bianco-lucenti come
i chicchi del cereale
in questione. Le auto
si parcheggiano comodamente
nella piazzuola, vuota
d'inverno, stagione nella
quale solitamente consigliamo
di effettuare questa breve
escursione. Campeggio:
nei mesi estivi ci si
appoggia all'ottimo campeggio
presso il punto d'imbarco.
In inverno liberi arenili
per i meno freddolosi.
Precauzioni: la penisola
che costeggiamo offre
ridosso in dipendenza
del tratto che stiamo
percorrendo e del quadrante
di provenienza del vento;
il riparo viene tuttavia
a mancare nelle fasi successive
della pagaiata quando
il capo viene doppiato
e ci si trova esposti
alla furia di Eolo. D'inverno
ci siamo imbattuti sovente
in venti meridionali che
abbiamo sfruttato per
il ritorno alle auto grazie
alla loro generosa azione
di spinta sulla poppa
delle barche.
DA
CALA GINEPRO A CALA GONONE
Carte:
carta dell'Istituto Idrografico
della Marina scala 1:100.000
Mare Tirreno-Sardegna
"da Olbia a Capo
di Monte Santu".
Lunghezza del percorso:
12 miglia (solo andata).
Imbarco e sbarco: dopo
aver seguito il ramo di
Carlo Felice denominato
Abbasanta-Nuoro fino a
Siniscola, si dirigono
le auto all'insediamento
turistico di Santa Lucia
e si procede a sud attraversando
l'asciutta, selvaggia
regione di Montes de Mare,
brulli rilievi che ci
fanno perdere la vista
del Tirreno: la gariga
profumata dall'mula viscosa
ed il volo dei multicolori
gruccioni ci parlano di
siccità da Sahel; i cartelli
indicativi di Cala Ginepro
ci portano ad uno dei
tanti tratti di costa
sarda impacchettati con
immaginifiche quando ridicole
denominazioni: i ginepri
sono circondati dal cemento,
relegati su dune inedificabili.
A Cala Ginepro lasciamo
un'auto, l'altra avremo
provveduto a lasciarla
nel porto di Cala Gonone,
nostra destinazione. Campeggio:
le caratteristiche morfologiche
e paesaggistiche dei litorali
presso i quali si sviluppa
l'itinerario: spiagge
sabbiose, pinete, rive
di sassi con vegetazione
retrostante, stimolano
la fantasia riguardo il
pernottamento. Un campeggio
organizzato è presente
a 9 chilometri da Orosei
in un luogo che, evidentemente,
è valso al campeggio la
poetica, vegetale denominazione:
Gli Ontani (Sos Alinos).
Precauzioni: costa ricca
di approdi per la presenza
di estesi arenili e quindi
meno impegnativa al confronto
della porzione merj dio'
nale di golfo che costituisce
altro itinerario. Si consiglia
tuttavia attenzione in
particolar modo ai venti
orientali.
DA
CALA GONONE A SANTA MARIA
NAVARRESE
Carte:carte dell'Istituto
Idrografico della Marina
scala 1:100.000 Mare Tirreno-Sardegna
"da Olbia aCapo di
Monte Santu" e da
"Capo di Monte Santu
a Capo Carbonara".
Lunghezza del percorso:
20 miglia (solo andata).
Imbarco e sbarco: per
chi non volesse sobbarcarsi
la sinuosa e panoramica
Orientale Sarda è più
rapido imboccare la diramazione
della Carlo Felice detta
Abbasanta-Nuoro ed, all'altezza
di Nuoro, dirigersi verso
il Capoluogo barbaricino
e quindi a Dorgali di
cui la località turistica
di Cala Gonone è frazione.
Giunti a Dorgali si percorre
la S.S.125 verso sud fiancheggiando
il Monte Bardia che protegge
il paese dai venti del
Tirreno e che è traforato
da una galleria che immette
sul suo versante orientale
ai piedi del quale si
trova il porticciolo di
Cala Gonone. La macchina
del recupero la si lascia
a Santa Maria Navarrese,
paese d'Ogliastra celebre
per i centenari, colossali
olivi, tra i più antichi
d'Europa e per la chiesetta
fatta edificare, si dice,
dalla Regina di Navarra
salvata da un naufragio
nel lungo, infausto, periodo
della dominazione iberica.
Campeggio: ilcampeggio
libero deve essere prerogativa
di canoisti che, con maniacale
attenzione, non devono
lasciar traccia del proprio
passaggio; viceversa i
più comodi utilizzino
il campeggio di Cala Sisine
miracolosamente integrato
tra gli oleandri tanto
da non essere visibile
se non sbattendoci contro.
Precauzioni: l'escursione,
effettuata in un solo
giorno, è indicata per
pagaiatori allenati; se
ne raccomanda la scomposizione
in tappe agli altri allo
scopo anche di centellinare
le bellezze di questo
tempio della natura. Prestate
attenzione ai bollettini
metereologici e rimandate
tutto se parlano di venti
provenienti dai quadranti
orientali, particolarmente
d'inverno. Il va e vieni
dei gommoni, d'estate,
spesso condoni da inesperti,
consiglia massima prudenza.
LE ISOLE DI SPARGI,
BUDELLI, SANTA MARIA E
RAZZOLI
Carte:
carta dell'istituto Idrografico
della Marina scala 1:100.000
Mare Mediterraneo-Sardegna
"da Casteisardo a
Olbia e Bocche di Bonifacio".
Lunghezza del percorso:
20 miglia (andata e ritorno).
Imbarco e sbarco' il riparato
golfo di Porto Pollo nella
Gai lura Settentrionale
presenta ad occidente
una piccola penisola,
1 Isuledda, che, a base
sottile quasi lo stelo
di un calice, si allarga
poi slanciandosi a settentrione
verso l'isola di Spargi
Questa penisola, sede
di un campeggio organizzato,
richiama gli appassionati
di windsurf di tutta Europa
che qui convergono poiché
la lingua di terra dell'istmo
fa sì che si disponga
di due differenti tipi
di mare in dipendenza
del vento dominante. Noi
ci imbarchiamo ad oriente
rispetto all' Isuledda
in uno spazioso arenile
nelle piazzole asfaltate
a ridosso della sabbia
parcheggiamo le auto.
Campeggio: ci si può attendare
nell ottimo campeggio
sito sulla penisoletta.
Per una notte, i più romantici
e meno reumatici, potrebbero
piazzare la tenda sulla
sabba rossa delle isole
curando, al mattino, che
nemmeno le buche lasciate
dai picchetti delle tende
ricordino il nostro passaggio.
Precauzioni: raccomandiamo
vivamente di pagaiare
il più possibile sotto
costa per motivi legali
più che di effettiva sicurezza,
in realtà le leggi italiane
misconoscono le capacità
delle canoe marine: in
Gran Bretagna, per esempio,
non esiste nessun tipo
di limitazione all'utilizzo
delle medesime purche
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