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"Non
vi è in Italia ciò che
vi è in Sardegna, nè
in Sardegna v'è quel d'Italia".
Così scriveva, alla fine del
Settecento, il naturalista padre gesuita
Francesco Cetti nel primo dei suoi
tre volumi dedicati alla storia naturale
della Sardegna. In effetti l'isola
non è una regione come tutte
le altre: per ragioni di carattere
storico e geografico sono sopravvissuti
e si sono quasi interamente conservati
fino a noi valori naturali di assoluta
eccezione.
L'ambiente costiero è caratterizzato
dalla "macchia mediterranea",
un insieme di piante e di arbusti,
più raramente di alberi, in
cui dominano il lentischio, il cisto,
il mirto, la lavanda marina, la tignamica,
la palma nana, il rosmarino, il corbezzolo,
il lillatro, la ginestra, l'erica.
Fra gli alberi della costa i più
diffusi sono il ginepro e il pino
nelle sue diverse varietà (pino
d'Aleppo, pino domestico, pino marittimo).
Il paesaggio di pianura, in genere
spoglio, è ora occupato da
una pianta di carattere domestico:
la vite. Fra gli alberi domina invece
l'olivastro, i cui fusti sono spesso
piegati per l'azione continua dei
venti.
L'ambiente di collina è caratterizzato,
specie nella Sardegna orientale (e
in particolare nella Gallura e nel
Nuorese), dalla quercia, forse l'albero
più diffuso in Sardegna, nelle
sue tre varietà principali:
il leccio, la roverella e la sughera
(da quest'ultima si ricava il sughero
che dà vita ad un'attività
economica rilevante).
Infine, l'ambiente dì montagna
non ha in Sardegna, a causa delle
quote non troppo elevate, alberi tipici
delle vette. Frequenti, invece i castagni
e piccole foreste di tassi.
Con specie ormai rare e spesso scomparse
da molte regioni d'Europa, la fauna
della Sardegna vanta particolarità
di straordinaria importanza. Il 95,6%
della specie di uccelli che nidificano
nell'isola si riproduce lungo la fascia
costiera: Non c'è da stupirsi,
dunque, se si vedrà librarsi
dal mare la grande aquila reale o
addirittura quella dei Bonelli. Le
falesie della costa nord-occidentale
ospitano i nidi delle uniche colonie
di grifoni rimaste in Italia, consolidate
da un recente progetto di reintroduzione.
Diffuso è il falco pellegrino,
che ha nel piccione selvatico la sua
preda preferita: Fra gli animali legati
all'ambiente marino le numerose popolazioni
di gabbiano reale lasciano spesso
spazio al più raro gabbiano
corso.
L'animale forse più noto e
discusso della fauna sarda è
invece la foca monaca, un tempo diffusa
lungo tutto il perimetro costiero,
oggi ridotta a un numero esiguo di
esemplari. L'animale simbolo dell'isola
è però il muflone, il
progenitore delta pecora domestica.
Altro mammifero notevole è
il raro cervo sardo che sopravvive
nelle foreste demaniali della provincia
di Cagliari in pochissimi esemplari.
Nonostante la caccia spietata il cinghiale
sardo non sembra in pericolo anche
se la riduzione del suo habitat, la
macchia-foresta, è stata notevole
negli ultimi anni.
Altri mammiferi particolari dell'isola
sono la volpe, la donnola, il gatto
selvatico, la martora, il ghiro e
la lepre, mentre il coniglio selvatico
è identico a quello europeo.
I pesci sono quelli comuni in tutto
il Mediterraneo: cernie, aragoste,
dentici, ecc.
Questo immenso patrimonio naturale,
dunque, deve essere necessariamente
tutelato. Tutta la Sardegna, infatti,
può essere un immenso, unico
parco marino e terrestre dove, alla
bellezza cristallina delle coste si
unisce quella selvatica e aspra dell'interno.
Si rivela quindi grandemente auspicabile
la realizzazione secondo i progetti
approvati dalla regione di un completo
sistema di parchi e riserve naturali
per proteggere tutti gli straordinari
ecosistemi che ancora si trovano nell'isola,
tutelando così le coste, ma
anche le grandi distese dell'entroterra.
Un sistema di "grandi sentieri"
attraverso le montagne potrebbe, per
esempio, attirare schiere di appassionati,
per lo più in quei periodi
di bassa stagione che non si rivelano
adatti a un turismo balneare. La possibilità
di visitare zone selvagge e di ammirare
animali rari in parchi protetti è
la vera scommessa del futuro turismo
sardo; finalmente non più circoscritto
solamente alle coste e al periodo
estivo, ma anche ben distribuito nel
territorio e nei vari periodi dell'anno,
per dare occasione di sviluppo anche
alle comunità che vivono nell'entroterra
isolano.
Fonte
(Esit)
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