ORISTANO - SARDEGNA ORISTANO |
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Oristano (31.169 abitanti), situata nell’alto Campidano, è la più giovane
e piccola provincia della Sardegna.
Oristano si trova nella costa occidentale,
presso il fiume più lungo
della Sardegna, il Tirso. Fondata
dalle genti in fuga da Tharros a
causa delle incursioni barbariche,
Oristano è stata capoluogo
del Giudicato di Arborea.
Ai tempi della conquista aragonese
la città, al fine di
liberarsi dai pisani, prima
spalleggiò gli aragonesi,
poi insorse contro di loro.
Oristano fu il centro della
rivolta, i cui leader erano Mariano
IV, Ugone ed Eleonora dArborea,
che stipulò una raccolta
di leggi, la Carta de Logu,
poi estesa alle altre parti
della Sardegna, e in vigore sino
al I827. Alla morte di Eleonora
il Giudicato fu soppresso, e
Oristano divenne un marchesato
sottomesso agli aragonesi. Nel
1470 Leonardo Alagon, dopo una
lotta contro il conte di Quirra,
che culminò nella battaglia
di Uras, riuscì a conquistare
la città; ma pochi anni
dopo re Ferdinando confiscò
i beni del marchesato e prese
la città, dopo la battaglia
di Macomer (I478), nella quale
Leonardo Alagon fu sconfitto
e imprigionato. Sotto il dominio
spagnolo Oristano passò
un periodo di decadenza a causa
delle invasioni barbariche e
della peste. Con la venuta dei
Savoia la città ebbe
una lenta ripresa, e divenne
un centro commerciale e agricolo
di discreta importanza. Negli
anni Venti larea fu bonificata,
mentre negli ultimi tempi è
stato aperto un grande porto
commerciale.
Nel centro storico di Oristano è possibile ammirare la poderosa torre di San Cristoforo (1291), il duomo di Santa Maria, la chiesa di San Francesco.
Il duomo di Oristano, il più grande della Sardegna, è dedicato a Santa
Maria Assunta. Al suo interno sono custoditi importanti oggetti di arredo liturgico, fra i quali una coppia di picchiotti bronzei (1228), una serie di
codici musicali con bellissime miniature.
Nella chiesa di San Francesco si conserva invece il Cristo di Nicodemo, scultura in legno che rientra nella tipologia dei crocefissi gotici dolorosi.
Vi si trova inoltre l'Antiquarium Arborense, che espone reperti dall’età
neolitica a quella romana, provenienti principalmente dal sito
dell’antica Tharros.
Nella vicina piazza Eleonora si innalza il monumento ottocentesco dedicato alla famosa giudicessa, che alla fine del Trecento promulgò la Carta de Logu, codice giuridico che venne a lungo applicato in tutta l'isola.
Poco distante da Oristano, la cattedrale di Santa Giusta è uno degli edifici romanici più significativi dell’isola.
Nei dintorni della città di Oristano si può trovare un ambiente naturale tra i più caratteristici d’Europa.
Dagli stagni di Cabras e di Sale Porcus, habitat per decine di rare specie
volatili, alle distese di sabbia dietro Mari Ermi; dalle suggestive spiagge di
Putzu Idu e Su Pallosu, ai boschi del Montiferru, senza tralasciare la
splendida penisola del Sinis che si protende nel Mediterraneo per una
lunghezza di circa 10 chilometri.
Ogni anno la Sartiglia, una delle più importanti manifestazione della tradizione popolare sarda, coinvolge migliaia di persone che si accalcano ai bordi di un tracciato di terra e paglia che percorre le principali strade della cittadina, per applaudire e acclamare i cavalieri, protagonisti di questa affascinante, e ormai rara in Europa, corsa all’anello.
Si tratta di una giostra equestre che si tiene a Oristano l’ultima domenica di carnevale e il martedì grasso.
Protagonisti della giostra sono i cavalli, lanciati al galoppo, e i loro cavalieri, il cui scopo è quello di infilzare con lo stocco una stella forata sospesa lungo il percorso. La festa si apre con il rito della vestizione de su Componidori, capo della corsa, che indossa elementi dell’abbigliamento sia maschile sia femminile. Da quel momento egli diventa un semidio e la sua sacralità potrà rendere fertile la terra.
Sarà lui, affiancato dai suoi aiutanti di campo, a decidere quanti e quali cavalieri avranno l’onore dello stocco per la corsa alla stella. Gli auspici favorevoli per il raccolto dipenderanno dal numero di stelle che gli stessi riusciranno a infilzare. Dopo aver capeggiato la sfilata delle pariglie dei cavalieri, lo stesso Componidori aprirà la giostra, infilzando per primo la stella tra gli applausi scroscianti della folla.
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Chessa Via Amsicora, 40 tel. 07831
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tel. 078317 I I 23
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